<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://follettarosa.spaces.live.com/mmm2008-07-24_12.50/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2ffollettarosa.spaces.live.com%2fcategory%2fRacconti%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>¸¸.•´¯`•.¸¸.&gt;Questa sono io&lt;.¸¸.•´¯`•.¸¸: Racconti</title><description /><link>http://follettarosa.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&amp;_c=BlogPart&amp;partqs=catRacconti</link><language>en-US</language><pubDate>Sat, 11 Oct 2008 09:37:43 GMT</pubDate><lastBuildDate>Sat, 11 Oct 2008 09:37:43 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><cf:parentRSS>http://follettarosa.spaces.live.com/blog/feed.rss</cf:parentRSS><live:type>blogcategory</live:type><live:identity><live:id>7402961447061556599</live:id><live:alias>follettarosa</live:alias></live:identity><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>Qndo nn voglio parlare d 1 cosa finisco per parlarne nel modo più strano</title><link>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!1270.entry</link><description>&lt;div&gt;C'era una volta qualcuno che cadde su un cavolo, mangiava erba fresca e beveva la pioggia. Amava canticchiare e molte cose attiravano la sua attenzione facendo sì che si distraesse. Non è una storia di principi o principesse, ne di lupi cattivi in cerca di una preda per sfamarsi è una storia inventata un giorno, per caso, da qualcuno che non aveva proprio niente da fare, dalla mente folle e dalla voglia di ridere su cose che forse facevano piangere parecchio. E così stava lì a raccontare il suo mondo perfetto, a perdersi nei suoi ragionamenti e a credere alle sue illusioni sperando che queste, un giorno, potessero cambiare il mondo. In realtà è tutta colpa del sistema...che poi cosa sia realmente, nessuno l ha mai capito. Il cavolo stava lì, fisso sulla terra e aveva solo un punto di vista. Poteva giudicare le cose e la vita solo dall'alto al basso senza mai soffermarsi a guardare lo spazio su cui poggiava. Era contento e si sentiva libero anche se era legato alla terra. immobile come sempre, quel giorno di nessun mese, quel qualcuno distratto cadde su di lui. A questo punto la storia s interrompe perchè evidentemente non merita nemmeno un finale...&amp;quot;punti di vista!&amp;quot; disse il cavolo  e qualcuno sapeva il perchè!&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=7402961447061556599&amp;page=RSS%3a+Qndo+nn+voglio+parlare+d+1+cosa+finisco+per+parlarne+nel+modo+pi%c3%b9+strano&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=follettarosa.spaces.live.com&amp;amp;GT1=follettarosa"&gt;</description><comments>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!1270.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!1270.entry</guid><pubDate>Tue, 20 Sep 2005 18:34:07 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://follettarosa.spaces.live.com/blog/cns!66BC9A36AA040D77!1270/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!1270.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2006-01-05T16:48:13Z</dcterms:modified></item><item><title>...visto su un blog :)</title><link>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!976.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Lucida Handwriting, Cursive" color="#0000ff" size=4&gt;UOMO...&lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font face="Lucida Handwriting, Cursive"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background-color:#ffcc99"&gt;La doccia di un uomo&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;1. Si toglie i vestiti mentre e' ancora a letto e li getta per terra.&lt;br&gt;2. Va nudo verso il bagno. se vede sua moglie/fidanzata le mostra orgoglioso la proboscide facendo un rumoroso &lt;u&gt;barrito.&lt;/u&gt;&lt;br&gt;3. Si ferma di fronte allo specchio per analizzare il fisico. Ingrossa la pancia. Guarda fiero le misure del suo &lt;u&gt;uccello&lt;/u&gt;, si gratta le palle e si annusa le mani per l'ultima volte prima di lavarsi.&lt;br&gt;4. Si mette nella doccia.&lt;br&gt;5. Si lava la faccia con il primo sapone che vede.&lt;br&gt;6. Ride come un cretino per come rimbomba la scoreggia che ha appena tirato.&lt;br&gt;7. Si lava i coglioni e il culo, curandosi di lasciare qualche pelo sul sapone.&lt;br&gt;8. Si lava i capelli con qualsiasi shampoo (spesso si confonde e usa il detergente intimo della moglie/fidanzata).&lt;br&gt;9. Piscia nella doccia facendo finta di essere Grisu' alle prese con un enorme incendio.&lt;br&gt;10. Esce dalla doccia. Non si rende conto che e' bagnato ovunque perche' ha lasciato la tendina fuori dalla doccia.&lt;br&gt;11. Non si pettina.&lt;br&gt;12. Si asciuga un po'&lt;br&gt;13. Si guarda di nuovo allo specchio facendo l'elicottero con l'uccello.&lt;br&gt;14. Esce lasciando il cesso tutto bagnato.&lt;br&gt;15. Torna in camera con un asciugamano alla vita. Se vede sua moglie/fidanzata si toglie l'asciugamano e le mostra orgoglioso la&lt;u&gt; proboscide &lt;/u&gt;facendo un rumoroso &lt;u&gt;barrito&lt;/u&gt;.&lt;br&gt;16. Getta l'asciugamano bagnato sul letto e si veste in &lt;u&gt;due minuti&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;font face="Lucida Handwriting, Cursive" color="#ff00ff" size=4&gt;Donna&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=DE style="font-size:8.5pt;background:#ffcc99;color:navy;font-family:Arial"&gt;&lt;font face="Lucida Handwriting, Cursive" color="#ff00ff" size=3&gt;La doccia di una donna&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=DE style="font-size:8.5pt;color:red;font-family:Arial"&gt;&lt;font face="Lucida Handwriting, Cursive" color="#ff00ff" size=3&gt;1. Si toglie i vestiti e li mette nella cesta della roba sporca secondo un rigoroso ordine cromatico.&lt;br&gt;2. Cammina verso il bagno con il suo accappatoio. Appena vede il marito/fidanzato, si copre bene e si chiude rapidamente in bagno.&lt;br&gt;3. Si ferma di fronte allo specchio e analizza il suo fisico. Ingrossa la pancia per poter rompere un po' piu' i coglioni al marito/fidanzato su quanto e' grassa.&lt;br&gt;4. Cerca un asciugamano per il viso, uno per le braccia, uno per le gambe, uno per la schiena e una spugna.&lt;br&gt;5. Si mette nella doccia.&lt;br&gt;6. Si lava i capelli con uno shampoo a base di avocado e miele con 83 vitamine.&lt;br&gt;7. Si lava di nuovo i capelli con uno shampoo a base di avocado e miele con 83 vitamine.&lt;br&gt;8. Si passa un balsamo alle erbe tropicali e si massaggia per 10 minuti.&lt;br&gt;9. Si lava il viso con un sapone alla pesca con frutti di bosco fino a quando le guance non raggiungono un colore rosso fuoco.&lt;br&gt;10. Si lava il resto del corpo con un sapone alle noci e fragole.&lt;br&gt;11. Si incazza come una bestia quando il marito/fidanzato tira l'acqua del cesso perche' il getto della doccia perde pressione.&lt;br&gt;12. Spegne la doccia.&lt;br&gt;13. Esce dalla doccia e si asciuga con un asciugamano dalle dimensioni dell'Africa&lt;br&gt;14. Si passa una crema rivitalizzante, rinforzante, rassodante e idratante per 15 minuti.&lt;br&gt;15. Si toglie i peli dalle ascelle e dalle gambe. Pensa a lungo sull'opportunita' di radersi le parti intime, poi decide che e' meglio andare dall'estetista.&lt;br&gt;16. Si scruta con feroce attenzione tutto il corpo cercando brufoli e punti neri, dopodiche' li distrugge con le unghie o pinzette.&lt;br&gt;17. Esce dal bagno.&lt;br&gt;18. Appena vede il marito /fidanzato, si copre bene e si getta in camera e passa un'ora e mezza vestendosi&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=7402961447061556599&amp;page=RSS%3a+...visto+su+un+blog+%3a)&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=follettarosa.spaces.live.com&amp;amp;GT1=follettarosa"&gt;</description><comments>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!976.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!976.entry</guid><pubDate>Tue, 02 Aug 2005 15:14:57 GMT</pubDate><slash:comments>6</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://follettarosa.spaces.live.com/blog/cns!66BC9A36AA040D77!976/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!976.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2006-01-05T19:06:07Z</dcterms:modified></item><item><title>Guardando verso Nord (parte I)</title><link>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!531.entry</link><description>&lt;p align=left&gt;All’ inizio la guardò distrattamente, sai come succede spesso, ti guardi in giro e ogni tanto posi casualmente lo sguardo su qualcuno. A lui successe così, per un istante la guardò…senza alcun motivo si rigirò spontaneamente e la rivide, ma questa volta era diverso, non era più uno sguardo distratto, i suoi occhi avevano incrociato quelli di lei e per qualche secondo si fissarono. Ora era lei a guardarlo, lei che prima aveva incrociato casualmente lo sguardo di quel ragazzo, ora lo fissava e non riusciva a smettere. Uno strano bisogno di continuarlo a fissare le attraversava il cuore e questa sensazione la imbarazzava al punto tale che per contenerla era costretta a guardare brevemente altrove tra una sbirciata e l’altra. Ormai i due si cercavano con gli occhi e tra loro varie ombre, vari corpi che ormai non avevano un colore, non erano delineati perfettamente, erano solo macchie grigie che ostacolavano il panorama più bello che i due si potessero aspettare di vedere per il resto del giorno. Il tempo passò e il gioco proseguì, a lui sarebbe bastato avvicinarsi a lei con una qualsiasi scusa, anche banale, lei gli avrebbe dato una qualsiasi risposta su se stessa o su altre cose ma era ovvio che lei preferiva parlare di loro piuttosto delle fermate dell’ autobus o dell’ ora oppure del giorno della settimana, scuse banali che potevano servire per arrivare a domande di cui lei desiderava dare una risposta. Lei avrebbe voluto usare una sicurezza che non le apparteneva, per avvicinarsi, per sapere, per conoscere la persona che continuava a fissare, senza alcuna ragione precisa, eppure così insistentemente. Lui, lui non era sicuro che lei stesse guardando proprio lui, tra tanti, tra tutte quelle persone, tra tutte quelle ombre di cui lui si sentiva forse la più chiara, l ombra più trasparente, invisibile al resto del mondo. No, non credeva, non pensava, non poteva essere che lei si fosse accorta proprio di lui. Ma se così fosse stato, se quel dubbio fosse stato una certezza, se lei veramente lo stava fissando, allora sentiva che sarebbe stato il caso di fare qualcosa, di avvicinarsi, di conoscerla, di fare domande…ma lei avrebbe risposto? Ne dubitava, temeva che lei potesse rispondere bruscamente magari con aria annoiata, perché lei, secondo lui, non lo stava guardando o almeno non a lui. Ora era arrivato il momento in cui lei doveva lasciare quel posto e con quello strano senso di rassegnazione, lei se ne andò, senza fare nulla, senza avvicinarsi, senza chiedergli niente e lui la lasciò andare nello stesso modo. Forse domani sarà lo stesso, pensarono i due, forse si sarebbero rivisti, o forse avrebbero rivisto nello stesso modo qualcun altro o semplicemente era così che doveva andare, eppure nessuno dei due credeva nel destino….
&lt;p align=left&gt;Talvolta capita che termini qualcosa ma anche se l’hai finita, sai che non è completa, che continuerà. Lanci una sfida al destino, e incominci a scommettere che un dato evento non succederà mai sicuro di avere ragione. In cuor tuo speri tanto che il destino, che tu sai che non esiste, accetti la sfida e ti faccia capitare esattamente quello che tu non ti saresti mai aspettato ma che sicuramente ti eri tanto augurato che accadesse. È come chi dice di non credere in Dio, ma con un certo timore nel cuore, si aspetta che un fulmine dal cielo lo colpisca in pieno. Lui lanciò la sua sfida ne era certo, ma  sperava che accadesse l esatto contrario, che non l avrebbe mai più rivista. Il destino, che per lui non esisteva, accettò la sua sfida…
&lt;p&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;
&lt;p&gt; &lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=7402961447061556599&amp;page=RSS%3a+Guardando+verso+Nord+(parte+I)&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=follettarosa.spaces.live.com&amp;amp;GT1=follettarosa"&gt;</description><comments>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!531.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!531.entry</guid><pubDate>Mon, 20 Jun 2005 17:33:53 GMT</pubDate><slash:comments>1</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://follettarosa.spaces.live.com/blog/cns!66BC9A36AA040D77!531/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!531.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2006-01-05T19:54:50Z</dcterms:modified></item><item><title>L'Africa di Samuel</title><link>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!289.entry</link><description>&lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt;Avevo un amico in Africa, si chiamava Samuel. Lui aveva la mia stessa età, era poco più alto di me, aveva i capelli e gli occhi neri ed era piuttosto magro. Era simpatico, divertente e sapeva molte cose interessanti. Lo conobbi un’estate di sedici anni fa durante un viaggio con i miei genitori nella sua terra. Vidi Samuel per la prima volta nell’albergo dove suo padre lavorava come custode, mentre lo aiutava a portare le valigie in camera nostra al quinto piano. Arrivammo verso sera al Green Garden: una struttura di notevoli dimensioni con un ampio giardino circostante. Non vedevo l’ora di esplorare quel luogo, così, dopo che i miei genitori si addormentarono, uscii dalla camera per sbirciare un po’ in giro. Dopo aver attraversato un lungo corridoio dalle pareti color avorio, scesi una scala a chiocciola fiancheggiata da ampie vetrate che permettevano di vedere una parte del giardino dell’albergo verso il quale mi stavo recando. Era un posto splendido e molto illuminato; mi avvicinai ad una fontana che si trovava a pochi passi dalla porta d’ingresso. Stavo quasi per fare un bel tuffo, quando qualcuno dietro le mie spalle sussurrò &lt;i&gt;Bu!&lt;/i&gt;. Non riuscivo a credere che a spaventarmi era stato lo stesso bimbo che avevo visto poche ore prima in camera dei miei. Con un sorriso divertito si presentò dicendomi il suo nome poi si scusò di avermi fatto paura, ma subito commentai in modo imbarazzato e nello stesso tempo divertito, la mia reazione al suo scherzo. Ricordo che mi fece un bel po’ di domande, ma non m’infastidiva anche perché alle stesse domande rispondeva anche lui ma prima che riuscissi a porgliele. Quando mi chiese cosa ci facessi nel giardino a quell’ora, iniziò a raccontarmi delle sue abitudini notturne, mi disse che spesso gli era capitato di addormentarsi su una delle panchine del viale mentre ammirava il cielo stellato e di essere stato svegliato talvolta dalla pioggia. Vidi Samuel anche il giorno seguente ed io stetti in sua compagnia fino a sera. Quella mattina, dopo pochi minuti che l’avevo incontrato, lasciammo l’albergo; percorremmo il lungo viale alberato che conduceva al cancello d’uscita, quindi ci ritrovammo a percorrere una strada non asfaltata dove oltre al suono dei nostri passi e a quello di un vento tiepido che frusciava attraverso gli alberi che si trovavano solo da un lato della via, non si udiva più nulla. Durante il tragitto Samuel oltre a  mostrarmi il paesaggio, mi raccontava anche delle sue abitudini quotidiane. Improvvisamente sentimmo uno strano brusio provenire da un cespuglio e quando ci avvicinammo, vedemmo uno strano animale nascosto dalle foglie che mi fece sobbalzare, quando uscì allo scoperto, ma solo dopo capì che era uno scoiattolo del tutto innocuo. Mi prese in giro per un bel po’ per lo spavento avuto fino a quando gli rivolsi uno sguardo minaccioso che lo fece correre lontano da me fino a farlo inciampare su un sasso. Cominciai a ridere di lui perché si ritrovò con la faccia tutta sporca di terreno e quando se ne accorse sporcò anche me. Per ripulirci Samuel mi condusse in un posto dove c’erano delle cascate che confluivano in un corso d’acqua e mentre mi sciacquavo il viso, lui si sedette lungo l’argine del fiume oltre al quale si trovava una fitta foresta dove il sole a malapena riusciva a filtrare attraverso le foglie. Dopo essersi ripulito a sua volta, Samuel mi disse che dietro quelle cascate c’era una caverna in fondo alla quale si trovava un passaggio nascosto che conduceva in un altro pianeta. Mi raccontò che molte persone la attraversarono senza far più ritorno e ogni volta che qualcuno compiva il misterioso passaggio si sentivano strani suoni che qualcuno definì il canto dell’universo. Mi disse anche che lui aveva attraversato quel varco e che subito dopo si era ritrovato su un pianeta uguale al nostro ma capovolto! Proseguì dicendomi che quando uscii dal portale si ritrovò a testa in giù e dopo aver fatto un breve giro tornò indietro. Mi spiegò che per qualche strana ragione solo i bambini potevano ritornare nel nostro mondo, per questo lui ci riuscì! Quando mi proposi per attraversare il portale, mi disse che il passaggio è aperto solo una volta ogni mille anni e così mi sarebbe toccato aspettare! A questa seguirono altre chiacchierate, mi raccontò delle case nel bosco e dei tipi strani che vi abitavano, delle sue avventure all’interno del bosco e degli animali fantastici che aveva catturato e subito dopo liberato quando cacciava con suo padre. Tra un discorso e l’altro attraversammo tutto il bosco che si trovava oltre il fiume, mangiammo qualche frutto colto dagli alberi della foresta e tornammo al Green Garden che era ormai sera. Sapevo che il giorno dopo dovevo lasciare quel posto, ma non potevo immaginare che l’Africa più bella che potessi vedere non era altro che l’Africa di Samuel.&lt;/font&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=7402961447061556599&amp;page=RSS%3a+L'Africa+di+Samuel&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=follettarosa.spaces.live.com&amp;amp;GT1=follettarosa"&gt;</description><comments>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!289.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!289.entry</guid><pubDate>Fri, 20 May 2005 18:17:59 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://follettarosa.spaces.live.com/blog/cns!66BC9A36AA040D77!289/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://follettarosa.spaces.live.com/Blog/cns!66BC9A36AA040D77!289.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2006-01-06T16:11:48Z</dcterms:modified></item></channel></rss>